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Quando si parla di nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, si sente citare spesso la figura dei “creditori qualificati”. Si tratta di figure in grado di rapportarsi con l’Organismo di composizione della crisi d’impresa. L’Organismo è istituito all’interno delle Camere di commercio e
i creditori qualificati sono l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e gli agenti della riscossione. E’ da loro che parte l’avviso al debitore e che deve essere inviato entro 60 giorni dalla data in cui l’esposizione debitoria supera le soglie di rilevanza.

In pratica, gli stessi creditori qualificati dovranno dare avviso che l’esposizione ha superato l’importo rilevante. Il debitore ha tempo tre mesi per estinguere il debito o per raggiungere un accordo con il creditore qualificato. Sempre il debitore, può chiedere l’ammissione ad una procedura concorsuale e queste azioni servono ad evitare la segnalazione.

Molto importante è la fase di allerta, perché consiste in una serie di segnalazioni qualificate che devono essere effettuate dagli organi di controllo delle società. Le segnalazioni possono partire anche dai creditori pubblici qualificati e si parla di controllo interno ed esterno. Nel primo caso, la segnalazione dello stato di crisi deve avvenire nei confronti degli amministratori e le modalità sono stabilite dall’art.14 del D.Lgs. 14/2019, mentre nel secondo caso l’organo di controllo deve informare l’Organismo di Composizione della Crisi (OCRI).

Il primo compito dell’OCRI è la raccolta delle segnalazioni ed è proprio questa fase a testimoniare l’avvio della fase del procedimento di allerta. L’OCRI è presente in ciascuna camera di commercio e opera nel territorio dove ha sede legale l’impresa. E’ costituito da un collegio di tre esperti, compresa la figura del referente, mentre un membro del collegio fa parte dell’associazione di categoria del settore di riferimento del debitore. Gli obblighi informativi ricadono anche sull’Agenzia delle entrate, l’INPS e l’Agente della riscossione delle imposte.

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