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La data del 16 marzo scorso ha segnato una tappa importante in tema di esdebitazione con l’entrata in vigore nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il percorso, comunque, è solo all’inizio e si concluderà il 15 agosto 2020 con l’applicazione di tutte le norme previste dal Codice. Ecco un elenco degli articoli divenuti operativi dal 16 marzo: artt. 27, comma 1, 3501, 356, 357, 359, 3632, 364, 3663, 375, 377, 378, 3794, 385, 386, 387 e 3885. Oggi vogliamo parlare, invece, dell’articolo 280, quello che stabilisce le “condizioni per l’esdebitazione”.

Perché il debitore è ammesso al beneficio della liberazione dai debiti a condizioni particolari. Innanzitutto, non deve essere stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, o altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa, salvo che per essi sia intervenuta la riabilitazione (se è in corso il procedimento penale per uno di tali reati o v’e’ stata applicazione di una delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il beneficio puo’ essere riconosciuto solo all’esito del relativo procedimento).

Il debitore non deve aver distratto l’attivo o esposto passività insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito. Inoltre, non deve aver ostacolato o rallentato lo svolgimento della procedura e aver fornito agli organi ad essa preposti tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento. Ulteriore condizione è quella di non aver beneficiato di altra esdebitazione nei cinque anni precedenti la scadenza del termine per l’esdebitazione e di non aver già beneficiato dell’esdebitazione per due volte.

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