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Individuare una strategia su misura contro il sovraindebitamento e restituire serenità ai propri clienti. L’esdebitazione raccontata dall’interno.

E’ questa la missione del Debt analyst, il professionista che opera a stretto contatto con persone finite nella rete dei debiti e che spesso non riescono a vedere la via d’uscita in fondo al tunnel.

Il Debt analyst è in grado di verificare ogni soluzione possibile per la risoluzione definitiva del problema.

Paolo, in particolare, è un consulente che da oltre 4 anni collabora con Esdebitami Retake. Lo abbiamo incontrato.

Capita spesso di avere tra i tuoi clienti lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro e che sono vessati  dai debiti?

Praticamente tutti i giorni

Quando si può parlare di ‘vessazione’ nei confronti di un soggetto indebitato?

Quando i creditori, le banche, gli istituti finanziari, il fisco chiedono insistentemente ad un soggetto di rientrare dal debito. Quando si arriva anche alla ‘minaccia’, che non è sono solo verbale. Una situazione che in un breve lasso di tempo può creare totale disagio e profonda crisi nella sfera familiare del malcapitato”.

Possiamo fare un esempio per capire meglio il problema?

Usiamo un nome di fantasia. La famiglia Rossi, marito e moglie con un figlio, acquista un immobile nel 2009 a  200.000 euro, quando entrambi lavoravano con uno stipendio di 1.500 euro a testa, e cointestano il mutuo per l’intero valore dell’immobile.

Diciamo che nel 2018 il marito perda il lavoro. Chiaramente a 50 anni non è facile trovare un’altra occupazione e il mutuo devi continuare a pagarlo. In caso contrario la banca fa valere la sua garanzia ed escute con vendita giudiziaria.

Ora con questo non voglio stare a demonizzare il “sistema”, la banca fa la banca e deve comportarsi così, come d’altro canto lo Stato deve intervenire con dei sistemi di tutela del cittadino.

Uno di questi sistemi di tutela è la soglia di sussistenza introdotta con la legge 3/2012, il problema è che la gente in molti casi ancora non lo sa che esiste”.

Quali sono le azioni che può esercitare la banca?

 “Le normative vigenti in materia bancaria prevedono che la banca, dopo gli “avvisi” previsti (atto di precetto e pignoramento) possa andare ad escutere l’immobile tramite asta giudiziaria.

Considera però che il valore di realizzo medio di un immobile all’asta è pari al 40% del valore commerciale dell’immobile stesso, e considera soprattutto che il valore degli immobili oggi è sceso del 25% rispetto a dieci anni fa.

Perciò la famiglia Rossi perde il proprio immobile che viene acquistato all’asta a circa 60.000 euro e, tra interessi e spese per avvio procedure esecutive, resta debitrice di oltre 130.000 euro. E così la banca continuerà a vessarli per recuperare quel credito.

Come fa una famiglia monoreddito senza casa, con un affitto da pagare (con tutte le difficoltà ad oggi anche di trovare una casa in affitto, soprattutto quando si è “cattivi pagatori”) a rientrare di quelle cifre?

A quel punto poi ti pignorano un quinto dello stipendio della moglie, e aspetteranno che anche il marito ritrovi lavoro per pignorare anche a lui un quinto dello stipendio.

Questo è un caso molto critico, ma c’è da dire che la maggior parte dei clienti versa in questa situazione”.

La soluzione, in questo caso, può essere la legge 3/2012?

 “In un caso simile potremmo depositare una istanza di sovraindeitamento presso il tribunale di residenza dove il giudice autorizzerà la cancellazione almeno del debito residuo, ed Esdebitazione, se non addirittura provare a trovare un accordo (piano del consumatore) dove il cliente si impegna in 10 anni a restituire parte di quel debito. Tutto dipende da cosa è disposto, o è in grado di mettere sul piatto il cliente. Nel caso della liquidazione patrimoniale, con cancellazione del debito residuo, vale il concetto TI DO QUELLO CHE HO, MA ALMENO FAMMI RICOMINCIARE.

Da una parte questa soluzione tutela la famiglia, dall’altra anche lo Stato ha il vantaggio di poter contare su un tessuto sociale più sano.

Il sovraindebitato senza casa, e con un debito residuo di 80.000 euro, sarà sempre tentato di lavorare in nero, ad esempio, per non farsi pignorare lo stipendio o dovrà usare soggetti terzi per intestare delle proprietà da nascondere ai creditori”.

Se hai debiti puoi chiedere una consulenza gratuita completando il form in basso:

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