fbpx
Quando il pignoramento è illegittimo - ecco la soluzione

È possibile risanare in un’unica soluzione tutti i propri debiti ricorrendo al giudice con una procedura che consente di trovare un accordo con i creditori? Certo.

È uno dei principali benefici per le piccole imprese e le famiglie che sono stati introdotti dalla Legge 3/2012 sul sovraindebitamento.

Questo accordo risulta particolarmente vantaggioso quando consiste in un c.d. “saldo e stralcio” di singole posizioni debitorie ed è applicabile, oltre che nei confronti di Banche o società finanziarie, anche nei confronti del Fisco e quindi di Equitalia (oggi Agenzia delle Entrate Riscossione).

Ma fate attenzione! Per poter giungere a questo tipo di accordo o comunque per concludere una transazione favorevole per il contribuente-debitore, occorre però interrompere le eventuali azioni esecutive intraprese nei confronti di quest’ultimo dagli Agenti della Riscossione.

Consulenza gratuita:

L’Agenzia delle Entrate utilizza ultimamente, sempre più spesso, una particolare procedura di pignoramento di stipendi, pensioni e conti correnti (il c.d. pignoramento presso terzi, del quale abbiamo parlato nel precedente n.ro 8 di Settembre 2017), con cui ordina direttamente all’ente creditore di versare le somme a proprio favore sulla base del credito vantato per cartelle esattoriali e avvisi di addebito (pignoramenti ai sensi dell’art. 72-bis DPR n. 602 del 1973).

Quando il pignoramento è illegittimo – ecco la soluzione

Con l’atto di pignoramento, però, l’Agenzia Entrate Riscossione spesso si limita ad intimare genericamente il pagamento di una somma complessiva per “tributi / entrate” senza specificare a che titolo siano dovuti tali importi: usualmente non viene infatti indicato se si tratta di un credito per imposte, multe, contributi previdenziali, altre sanzioni amministrative ecc.

E’ bene sapere che la mancata indicazione dettagliata dei crediti (e quindi della loro natura, degli importi, delle cartelle e delle relative date di notifica) costituisce un grave motivo di illegittimità del pignoramento.

Poiché nell’esecuzione forzata esattoriale gli unici atti che rendono edotto il debitore del contenuto del titolo esecutivo sono la cartella di pagamento ed eventualmente l’avviso di mora, è necessario quantomeno il riferimento a tali atti, i quali a loro volta indicano, specificandone la fonte e la natura, il credito per il quale si procede a riscossione.

Questa irregolarità può essere contestata con una opposizione agli atti esecutivi, che deve essere proposta entro dei rigidi termini di tempo.

Ecco perché risulta di fondamentale importanza rivolgersi tempestivamente ad un legale o ad un consulente quando si ricevono notifiche di atti giudiziari di qualunque natura.

Questo principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione in una recentissima sentenza [sent. n. 26519 del 09.11.2017] con la quale sono stato dichiarati contestabili e quindi impugnabili tutti i pignoramenti di crediti verso terzi effettuati dall’Agenzia Entrate Riscossione, qualora questi risultino privi del dettaglio sui crediti che hanno dato origine alla esecuzione forzata.

Secondo la Suprema Corte, infatti, non basta allegare all’atto di pignoramento, come fa spesso il Fisco, semplicemente l’elenco delle cartelle di pagamento: occorre infatti che l’Agente di Riscossione – così come deve fare qualunque creditore – fornisca la prova dell’attività compiuta per la redazione del pignoramento, inclusa l’effettiva allegazione dei documenti comprovanti il credito.

In buona sostanza, le affermazioni contenute nell’atto di pignoramento presso terzi predisposto dall’Ufficiale di riscossione non godono, al pari di quelle contenute in un qualsiasi atto processuale di parte, di alcuna presunzione di veridicità.

Il pignoramento effettuato dall’Agente della Riscossione non è pertanto da intendersi quale atto pubblico e non gode della c.d. fede pubblica (che fa piena prova fino a querela di falso). E’ un nuovo principio che faciliterà la definizione transattiva di molte posizioni pendenti con il Fisco.

Se hai dei beni oggetto di pignoramento non esitare a chiedere una consulenza gratuita completando il form in basso:

Leave a Comment

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href=""> <abbr> <acronym> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Richiedi una consulenza gratuita