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Il recupero crediti è uno di quei settori dove la crisi non morde mai.

Anzi, è proprio la crisi economica a farlo proliferare. Ma attenzione: nessuna procedura di recupero crediti è esente dalle norme di legge. Ecco alcuni consigli su come gestire la situazione nel caso si finisca nella “rete” dei creditori:

  1. Il debitore ha prima di tutto il diritto di conoscere il nome dell’operatore, della società di recupero crediti e del creditore per il quale il recupero viene tentato.
  2. La società di recupero deve sempre contattare l’interessato da un numero visibile.
  3. Nessun operatore o società di recupero può permettersi di intimidire, minacciare o intimorire il debitore con informazione false e ingannevoli. E’ una palese violazione della legge.
  4. Per i crediti privati non esiste la figura dell’esattore delle tasse. Quindi, se l’operatore vi informa che riceverete una visita in tal senso, chi bussa alla vostra porta non è né un pubblico ufficiale, né un ufficiale giudiziario, bensì un semplice privato cittadino, incaricato di un recupero credito e delegato da una società privata.
  5. La visita di un ufficiale giudiziario è collegata, invece, alla procedura di pignoramento. Ma attenzione, può avvenire solo in caso di sentenza di condanna o decreto ingiuntivo (procedimento dinanzi ad un giudice). Il debitore deve esserne informato e sempre essere messo nelle condizioni di difendersi.
  6. Avere accanto un professionista, in grado di proteggere il soggetto indebitato dalle pressioni dei recuperatori del credito, è la soluzione migliore per tutelarsi e recuperare margini di serenità. È tramite la conoscenza e l’applicazione della legge che è possibile, infatti, ristabilire un equilibrio tra debitore e creditore. Ed è per questo motivo che quella di affidarsi ad un consulente, con l’aiuto del quale analizzare la situazione, può essere la soluzione al proprio stato di sovraindebitamento.

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